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Si chiama HYDROCARE, che sta per “Hydrological cycle
of the CADSES regions” ed è un progetto europeo che punta a sviluppare
un sistema integrato capace di verificare l’impatto degli eventi
idrometeorologici sulle risorse idriche nell’area di cooperazione.
L’obiettivo è quello di testare modelli numerici che raccolgano ed
analizzino dati idrometeorologici da condividere e da fornire a target
groups di utilizzatori, quali professionisti, agricoltori, imprenditori
e pubbliche amministrazioni. A questa ricerca partecipa anche la
Provincia autonoma di Trento, tramite il Servizio Opere idrauliche al
quale è stato affidato un compito specifico.
“Il lavoro – spiegano
i tecnici del Servizio opere idrauliche – consiste nella calibrazione
di modelli idrologici di deflusso in alcuni bacini della provincia, e
nella successiva realizzazione di un database delle portate
consultabile tramite GIS, in modo da utilizzarle per la progettazione
di future opere idrauliche alla luce della probabilità di accadimento
degli eventi comportanti rischio”. In altre parole, questo sistema permetterà
di valutare le portate di deflusso marcate da un assegnato tempo di
ritorno nei maggiori corsi d’acqua trentini.
Tutte le sezioni di
calcolo della portata di deflusso faranno parte del territorio della
Provincia autonoma di Trento: i bacini di interesse nell’ambito del
progetto sono dunque quelli afferenti il fiume Adige (il cui bacino
imbrifero si sviluppa anche in Alto Adige), il fiume Noce, il torrente
Avisio, il torrente Fersina, il fiume Brenta, il torrente Cismon, il
fiume Leno, il fiume Sarca ed il fiume Chiese. Parte dell’attività sarà
dedicata ad un’azione pilota rivolta all’accoppiamento di modelli
idrologici e meteorologici, con lo scopo di creare uno strumento di
previsione delle piene. I risultati di Hydrocare saranno pubblicizzati su
scala regionale, con l’obiettivo primario di migliorare la conoscenza a
proposito di tematiche legate alla gestione del patrimonio idrico e
alla prevenzione del rischio idrometeorologico.
Sono Partners di
HYDROCARE l’Agenzia Nazionale per la protezione dell’ambiente ed i
servizi tecnici, la Regione Marche, l’Università di Camerino,
l’Università tecnica nazionale di Atene, la Municipalità di Cefalonia,
la Municipalità di Corfù (Grecia), l’Istituto di ricerca sugli impatti
climatici di Potsdam (Germania), l’Istituto idrometeorologico slovacco
(Repubblica Slovacca), l’Istituto idrometeorologico ungherese
(Ungheria), l’Istituto meteorologico e per la gestione delle acque di
Wroclaw (Polonia) e l’Istituto romeno di gestione delle risorse idriche
(Romania).
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